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​alone di mistero che avvolge le origini del vitigno Ruchè è davvero affascinante. Le ipotesi attribuibili al nome Ruchè sono principalmente quattro. 
La prima è che derivi da "San Rocco", una comunità di Monaci devoti a questo Santo che avrebbero introdotto la sua coltivazione in zona. C'è chi invece attribuisce il suo nome a "roncet", una degenerazione infettiva che in tempi passati attaccò i vitigni nella zona e di fronte alla quale il Ruchè si dimostrò particolarmente resistente e robusto. Altra tesi fa indurre che il nome derivi dal termine piemontese "roche", inteso come vitigno coltivato nelle zone arroccate del Monferrato.
Recenti studi ed attente analisi del vitigno e delle sue caratteristiche, ne fanno attribuire le origini del Ruchè ad antichi vitigni dell'Alta Savoia. 
Quest'ultima è la versione più accreditata, seppur meno romantica!

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i certo vi è solo l’unicità del Ruchè, che riesce a trasmettere profumi particolari e sapori decisi, facendogli conquistare un sempre più ampio pubblico di estimatori. 

Nel 1964, un giovanissimo parroco di nome Don Giacomo Cauda, prese in mano il “beneficio parrocchiale” al cui interno ricevette in “dote” anche un piccolo appezzamento coltivato a vigna. Don Cauda accolse quei vigneti a bacca rossa come un “dono di Dio” e fu l'autore del recupero di questo vitigno autoctono, curandone personalmente la coltivazione e il processo di vinificazione in purezza. Il suo lavoro portò altri viticoltori a credere nel Ruchè fino ad ottenere il riconoscimento della denominazione di origine nel 1987 nei paesi di Castagnole Monferrato, Montemagno, Grana, Portacomaro, Refrancore, Scurzolengo e Viarigi, sette comuni nella parte Nord-Est della provincia di Asti e confinanti tra loro. Da allora il Ruchè si è guadagnato un posto di nicchia nell'enologia, a livello nazionale e internazionale, di tutto rispetto.

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LA MARINELLA VINI 
MONTEMAGNO (AT) 

Uvaggio
Il vitigno Ruchè è a maturazione medio precoce (prima decade di settembre). Nonostante la bassa acidità conserva una buona quota di acido malico che conferisce freschezza al vino. A seconda delle annate la gestione della macerazione permette un'estrazione selettiva dei tannini in modo da rendere il vino equilibrato. Il Ruchè è una varietà semi aromatica, con note olfattive che ricordano le spezie, le foglie di geranio, la rosa e la frutta matura. 


Zone di coltivazione e disciplinari di utilizzazione
Le uve devono essere prodotte nella zona comprendente l'intero territorio dei seguenti comuni in provincia di Asti: Castagnole Monferrato, Montemagno, Grana, Portacomaro, Refrancore, Scurzolengo e Viarigi. 


Caratteristiche ampelografiche del vitigno
Il Ruchè si presenta come uva a frutto nero con vigoria vegetativa media e produttività buona ma non sempre costante. La foglia è media - piccola, trilobata e più raramente pentalobata di colore verde chiaro e glabra. Il grappolo ha forma cilindrico - piramidale, allungato, compatto e composto con acini medi e sub-rotondi dal colore tendente al violaceo, buccia consistente e molto pruinosa. Non subisce colatura e l'epoca di maturazione coincide con la prima decade di settembre. Anticipa notevolmente la maturazione rispetto ad altri vitigni tipici della zona e nelle ultime fasi realizza performance agronomiche in tempi ridottissimi. 


Attitudini enologiche
Caratteristiche chimiche dell'uva
Contenuto in zuccheri °Babo : 20-24 
pH : 3,3 - 3,5 
Acidità totale g/L : 4,5 - 6,0
Antociani totali mg/kg : 1200-1600 
Polifenoli totali mg/kg : 4500-5000 


Fenologia
Germogliamento: medio 
Fioritura: precoce 
Invaiatura: precoce 
Maturazione: medio 


Esigenze ambientali e colturali
Nell'area di produzione si adatta bene a terreni con differenti caratteristiche ma predilige i terreni calcareo - argillosi nei quali dà origine a vini con bouquet di maggiore intensità e caratterizzazione. Predilige forme di allevamento compatte ad elevata o elevatissima densità (cordone speronato e Guyot). I portainnesti maggiormente utilizzati in zona per questo autoctono sono: SO4, Cober e 1103.


Sensibilità alle malattie e alle avversità.
Elevata resistenza ai freddi invernali e primaverili, media tolleranza all'oidio alla peronospora, ed ai marciumi (marciume acido e botritis Cinerea).


Focus Ruché di Castagnole Monferrato docg (dati 2013)

  • 123 ettari
  • 7 Comuni
  • 624 mila bottiglie
  • 400 ettolitri
  • 78 aziende vinicole (di cui 2 cantine sociali)
  • 2010 arriva la docg
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